Per anni la valutazione del merito creditizio si è basata su indicatori finanziari tradizionali: capacità di generare utili, margini, flussi di cassa e storicità dei pagamenti. Oggi, però, la trasformazione digitale delle imprese ha reso queste metriche necessarie ma non più sufficienti. In un mondo in cui interruzioni operative, violazioni dei dati e minacce persistenti sono all’ordine del giorno, la sicurezza informatica è diventata un elemento essenziale della capacità di un’azienda di offrire garanzie reali a banche e investitori.
Questo fenomeno non è più solo teoria: istituzioni come la Banca d’Italia hanno chiaramente indicato che un livello insufficiente di cybersecurity può precludere l’accesso ai finanziamenti perché incide direttamente sulla capacità dell’impresa di sostenere e onorare i propri impegni finanziari.
Da rischio operativo a rischio finanziario sistemico
La cybersecurity non è più confinata alla sfera IT: diventa parte integrante della gestione del rischio finanziario complessivo. Attacchi riusciti possono provocare:
- perdita di dati sensibili o strategici,
- danni alla reputazione,
- servizi interrotti per giorni o settimane,
- contenziosi legali e multe normative.
Queste conseguenze si traducono in perdite economiche misurabili e aumentano la probabilità di insolvenza agli occhi delle banche. In uno scenario finanziario interconnesso, una violazione significativa può creare effetti a catena su controparti e sistemi correlati.
Secondo analisi recenti, la crescente digitalizzazione delle transazioni bancarie e dei servizi finanziari ha reso il settore particolarmente vulnerabile agli attacchi: ciò evidenzia come la sicurezza informatica sia un elemento critico per la stabilità finanziaria globale.

Cyber credit scoring: un nuovo criterio di affidabilità
Sta emergendo un concetto che vale sempre più nel mondo della finanza: il cyber credit scoring, ovvero l’inclusione di metriche di sicurezza digitale nei modelli di valutazione del merito di credito.
Queste metriche considerano:
- strategie di gestione delle vulnerabilità,
- resilienza infrastrutturale,
- piani di disaster recovery,
- capacità di rilevare e rispondere a incidenti.
Le imprese che hanno posture di sicurezza robuste possono beneficiare di rating più favorevoli, condizioni di prestito migliori e accesso più agevole a linee di credito, trasformando la cybersecurity da costo a vantaggio competitivo.
Non è solo teoria: provider internazionali di rating e istituti di analisi del credito stanno già esplorando come incorporare indicatori cyber nei loro modelli, con l’obiettivo di riflettere in modo più accurato i rischi emergenti.
Normativa e vigilanza: un quadro sempre più stringente
Le normative europee e internazionali — come DORA, NIS2 e il Cyber Resilience Act — stanno allineando la sicurezza digitale alle prassi di governance finanziaria. Non si tratta solo di checklist tecniche, ma di una responsabilità gestionale che coinvolge direttamente i vertici aziendali.
In Italia, la Banca d’Italia ha ribadito che la cybersecurity non è più un optional, ma una componente dei criteri di rischio utilizzati dalle banche nella concessione dei prestiti.

La cybersecurity come leva di performance economica
Una gestione efficace e strutturata della cybersecurity contribuisce in modo significativo alla solidità economico-finanziaria delle imprese, riducendo il rischio di perdite operative, interruzioni prolungate e danni reputazionali che possono compromettere la continuità del business. In questo senso, la sicurezza informatica agisce come un fattore di mitigazione del rischio complessivo, con effetti indiretti sulla fiducia di investitori, finanziatori e controparti di mercato.
Il legame tra cybersecurity e stabilità finanziaria è ormai riconosciuto anche a livello istituzionale. Organismi internazionali come il Fondo Monetario Internazionale e la Federal Reserve, infatti, includono il rischio cyber tra le vulnerabilità rilevanti per la resilienza del sistema finanziario, evidenziando come incidenti informatici gravi possano amplificare shock economici, generare perdite significative e minare la fiducia nei mercati.
In questo contesto, l’integrazione della cybersecurity nei processi di governance e di gestione del rischio diventa un elemento chiave per sostenere l’affidabilità e la sostenibilità finanziaria delle imprese nel medio-lungo periodo e non più solo una misura difensiva.
Oggi non basta essere affidabili da un punto di vista economico. Le imprese devono dimostrare un livello credibile di resilienza digitale per accedere a capitali esterni, attrarre investitori e ottenere condizioni finanziarie favorevoli.
La cybersecurity è dunque divenuta, a pieno titolo, un asset aziendale strategico — non solo per l’IT, ma per i CFO, i CDA e chiunque gestisca la sostenibilità finanziaria di un’organizzazione.
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